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Rapporto Unicef sulla condizione dell'infanzia nel mondo

In occasione del 20° anniversario della Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, adottata dall'Assemblea generale dell'ONU nel 1989, l'UNICEF ha lanciato un rapporto speciale sulla condizione dell'infanzia nel mondo, che mostra l'impatto della Convenzione sui diritti e delinea le sfide che rimangono da affrontare.
«Oggi, alla vigilia del 20° anniversario della Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, adottata dall'Assemblea generale dell'ONU nel 1989, l'UNICEF lancia un rapporto speciale sulla condizione dell'infanzia nel mondo, che mostra l'impatto della Convenzione sui diritti e delinea le sfide che rimangono da affrontare» ha dichiarato il Presidente dell'UNICEF Italia Vincenzo Spadafora.«La Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza è stato ratificato da 193 paesi, un record nella storia dei trattati sui diritti umani . Ha cambiato il modo di percepire, pensare e trattare i bambini e gli adolescenti in tutto il mondo». A Roma, alla presentazione nazionale del Rapporto, è intervenuto l'on.le Walter Veltroni. I paesi firmatari della Convenzione si impegnano a garantire i diritti universali a tutti i bambini, come il diritto all'identità, ad un nome e ad una nazionalità, all'istruzione, alla salute e alla protezione dagli abusi e dallo sfruttamento. Tali diritti sono basati su quattro principi fondamentali - il diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo; la non discriminazione; l'interesse superiore dei minori nelle questioni che li riguardano; il rispetto per le loro opinioni. La Convenzione individua anche l'obbligo da parte dei governi di fare tutto il possibile per garantire questi diritti e riconosce un ruolo speciale ai genitori nell'educazione dei figli. Il rapporto UNICEF sulla condizione dell'infanzia nel mondo mette in luce l'importanza storica della Convenzione. Più di 70 paesi hanno inserito nella legislazione nazionale una normativa basata sulle disposizioni della Convenzione. "Sono notevoli i progressi compiuti in questi ultimi venti anni" - ha ricordato il Presidente Spadafora - «Il numero annuale dei decessi sotto i cinque anni di età è sceso da circa 12,5 milioni nel 1990 a circa 8,8 milioni nel 2008, con una diminuzione del 28%; tra il 1990 e il 2006 circa 1,6 miliardi di persone hanno avuto accesso a fonti d'acqua migliorata; a livello globale, circa l'84% dei bambini in età scolare frequentano la scuola e il divario di genere si sta nettamente riducendo; sono state adottate importanti misure contro l'arruolamento dei bambini soldato, la tratta, la prostituzione e la schiavitù domestica; l'età dei bambini che contraggono matrimonio è in crescita in alcuni paesi e il numero di ragazze sottoposte a mutilazioni/escissioni genitali è in graduale diminuzione». Secondo l'UNICEF i diritti dei bambini non vengono, ad oggi, ancora tutelati nella giusta misura: «E 'inaccettabile che i bambini continuino a morire per cause prevenibili, come la polmonite, la malaria, il morbillo e la denutrizione» ha affermato il Direttore generale dell'UNICEF Ann M. Veneman. «Molti bambini del mondo non andranno mai a scuola, e a milioni di bambini mancherà la protezione adeguata contro violenza, abuso, sfruttamento, discriminazione e abbandono». Il rapporto contiene alcuni saggi speciali scritti da rappresentanti esperti del settore pubblico e privato e fornisce inoltre una serie di buone pratiche che mirano a consolidare i progressi in materia di diritti dei bambini. Oltre 160 eventi si svolgeranno in tutto il mondo per celebrare il 20° anniversario della Convenzione. «La grande sfida dei prossimi 20 anni è quella di mettere al centro di ogni attività umana il superiore interesse dei bambini», ha affermato Ann M. Veneman. «E' una nostra responsabilità collettiva tutelare i diritti di ogni bambino per garantire sopravvivenza, sviluppo, tutela e partecipazione».

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